Cosa vuoi fare da grande?

“Cosa vuoi fare da grande?”“L’archeologa! Perché ho visto La Mummia e voglio essere come Evelyn.”Intanto vado a prendere l’enigmistica e cerco tutte le pagine con il gioco dei puntini. Quello che mi piace di più. Easy. Ma i puntini esistono anche fuori dalla carta?Certo, se lo vuoi. E se li sai vedere.Io pensavo di averliContinua a leggere “Cosa vuoi fare da grande?”

Azzura, ovvero l’arte di portare luce.

“Ma lo sai che è per bambini?”“Dovete fare un regalo?”“No, è per me! Che ti importa se mi piacciono le cose da bambini?” Non tutte, ma alcune le dovremmo avere sempre.Azzurra, per esempio, l’ho trovata a Bologna. Si chiama Azzurra perché viene da una città di luce, una città di colori e tanto sole. QuandoContinua a leggere “Azzura, ovvero l’arte di portare luce.”

A che ora andrai via?

Un’auto nera.Un’auto rossa. La rossa parcheggiata dalle 8.La nera arrivata più tardi. Ti sbircio solo un pò. Uso lo specchietto di destra, così non mi vedi.Vorrei girare la testa e guardarti senza timore.Come sei bella!Non ho mai visto una perfezione così bella e sottile e inconsapevole e indifferente. Soprattutto indifferente alla propria perfezione. Ti sbircioContinua a leggere “A che ora andrai via?”

Tre topolini di campagna.

Che brutta cosa perdere una storia, tanto più che l’avevi appena ritrovata.Era lì, ancora intatta, su quel foglio A4 davvero tanto semplice.Semplice come la storia.Semplice come la vita.In fondo avevo solo 7 anni. Più semplice di così. Una storia fatta di verità, delle cose che si hanno attorno, proprio come adesso.Ma ora sono 27.27 cheContinua a leggere “Tre topolini di campagna.”

Matilde, ovvero l’arte di saper aspettare.

“Che noia le code. Quando vedo più di quattro persone davanti a me, prendo e me ne vado.”“Ma sei sicura? Cioè, se te ne vai ogni volta, quell’occasione, quel momento preciso potrebbe anche non tornare mai più.Anzi, non c’è alcun dubbio.Così preciso, identico e con gli stessi colori e profumi ed estranei che ti circondanoContinua a leggere “Matilde, ovvero l’arte di saper aspettare.”

Muss es sein?

Sei tu, eri tu, sei stato tu.Perché tu sei tu e la bellezza è parte della nostra vita. Anche grazie a te, questo per sempre, senza cambiamento anche quando tutto cambia.Siete voi, perché avete la mia pazzia e quel che non avete l’amate, tantochè mi fate sentire speciale e brillante anche quando non brillo. BrilloContinua a leggere “Muss es sein?”

“Vaffanculo”.

Quanto costa la sincerità?Costa tanto quanto degli stupidi whatsapp.Tanto quanto una maschera da sostenuta. Io sostenuta e tu quello che non sei. Forse sì oppure non lo so, perché in fondo, chi ti conosce?Così tanto che non te lo posso dire, ma te lo vorrei urlare.Mi fa malissimo dentro, mi servirebbe urlartelo.Mi guardi, ma nonContinua a leggere ““Vaffanculo”.”

Il mio sorriso è bello come prima?

Si vede tanto che ho pianto? Si vede che ho sbagliato così tante volte strada, da perdermi alla fine e buttarmi per terra? Il mio sorriso è bello come prima?Qualcuno l’ha visto?Si vede che ti ho nascosto la verità? Si vede che sono diventata un’altra, ma vorrei tanto essere quella di prima? Perché quella non sapeva davveroContinua a leggere “Il mio sorriso è bello come prima?”

Eat the frog.

Eat the frog. Così mi hai insegnato. È un metodo fantastico perché ti rende super produttivo: devi iniziare una cosa e portarla a termine, senza distrazioni, senza permettere che nessuno ti interrompa e senza iniziarne altre mentre sei su quella “frog”. Lo faccio eh. O almeno voglio. La me che voglio essere lo fa piùContinua a leggere “Eat the frog.”

Se sapessi disegnare.

Se sapessi disegnare ti farei più sorridente, più rassicurante, con qualche no in meno nella bocca e qualche pensiero in meno nella testa. Se sapessi disegnare mi farei ancor più schietta, tagliente ed esattamente come dovrei essere per schivarli tutti quei no.  Farei braccia nuove per te che dell’abbracciare hai perso il talento e unContinua a leggere “Se sapessi disegnare.”