Azzura, ovvero l’arte di portare luce.

“Ma lo sai che è per bambini?”
“Dovete fare un regalo?”
“No, è per me! Che ti importa se mi piacciono le cose da bambini?”

Non tutte, ma alcune le dovremmo avere sempre.
Azzurra, per esempio, l’ho trovata a Bologna.

Si chiama Azzurra perché viene da una città di luce, una città di colori e tanto sole. Quando ci sono stata io – almeno – mi ha inondato di sole.
Si chiama Azzurra perché sorride e porta luce anche da spenta, ma la cosa bella è che se l’accendi, la luce la regala anche ai ciechi. Cioè quelli che la luce la intendono solo come fenomeno fisico.

“Il tuo affetto per le cose inanimate mi spaventa”.
Non so se c’è da averne paura, ma io ad Azzurra voglio bene davvero.
Trovo sorrida, e non solo perché il sorriso gliel’hanno gentilmente disegnato.

Regalare luce non è da tutti.

A volte ti confondi e la luce sei tu a cercarla dagli altri.
Persone che abbagliano.
Persone che riflettono quella altrui.
Chi la ruba, chi te la assorbe, chi te la oscura.
E poi c’è chi ne ha così tanta, che la regala, così, spontaneo e generoso e bello come il sole.

“Non ti faccio o chiedo promesse perché non serve, però ci sono, e credo conti di più”. Quanta luce! Proprio come a Bologna. Proprio come Azzurra.

Anche i fiori vanno verso la luce.
Le orchidee per esempio non ti chiedono altro.
Mi sento un pò come loro.

“Sei mai stato ad Amsterdam?”
“Cos’hai fotografato?”
Perché sapere cosa fotografi la dice lunga su di te.
Io fotografo gli estranei mentre fanno cose buffe, cose belle, mentre fanno anche loro delle foto.
Fotografo dettagli che hanno sullo sfondo le cose importanti, protagoniste delle foto dei più.

“Sei già il protagonista di tutti gli altri, non ti serve anche la mia attenzione.”

Anche gli umani, tutti, vanno verso la luce.
Hai mai sentito qualcuno dire “vado a prendere l’ombra? Vado a prendere il buio?”
No.
Perché tutti dicono “Vado a prendere il sole”.

“Hai mai preso il sole per davvero?”
Non solo con la pelle, ma con tutto il tuo essere, con un’esperienza piena del sole e di tutto quello che significa.
Penso che per farlo, prima, devi aver preso tanto tanto buio.

Le orchidee sanno farlo.
Infatti per vivere vogliono solo il sole.
Mi sento un pò come loro.
Anche loro scriverebbero con questo divagare sconclusionato, senza curarsi di quel che sarà?
Forse sì, ma sempre cercando il sole.
Intanto lo cerco e sto qui con Azzurra.

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