Mangiatore di bellezza.

Non tutto è commestibile.
Per lo meno non in modo così brutto, poco rispettoso.
Ma te lo devo dire io?
“Le cose belle non chiedono attenzione”.
Tu lo sai?
Ecco, appunto.
Non parlano, non chiedono, figurati quindi se puoi arrivare tu, ingombrante come sei, e mangiare quello che vuoi.
Tieni la bocca chiusa.

“Sai cosa pensavo
Che è tutto bello finché non ci conosciamo
Ci innamoriamo con due sguardi da lontano
A mano a mano che poi ci abituiamo non c’è più
Sai cosa pensavo
Che è tutto bello finché non ci conosciamo
Questa storia sembra bella da lontano
A mano a mano che poi ci avviciniamo non lo è più
Chi sei davvero quando nessuno ti vede?”

Vero cavolo, sei bello da lontano.
Lo pensi anche tu di me?
La tua bellezza però non era male nemmeno da vicino, non è che me la sono mangiata io.
Tu sai forse dov’è?
Non scompare così.
Io non l’avrei sfiorata con un dito.
Da lontano fantastica, da vicino l’ho un pò ricomposta.
Ma ricomporre non è ammirare e non è respirare e non è ridere insieme.
Un quadro che si sgretola e mi cade addosso e mi fa anche male.
Che ridere.
Meglio imparare a ridere dai.
Di tutto, di me e di te che sei bello da lontano.

Sai cosa pensavo?
Che la tua bellezza sa di mille briciole già viste.
Non ho mai sopportato le briciole.
Che ridere!
Che ridere, dai.
Che ridere perché al mondo ci devi sapere stare.
E io l’ho imparato con schiaffi e taglietti bastardi, quelli che al sale non li devi lasciare. Maestri nel riaccendere la memoria meglio delle foto.
Perché le foto non sono il passato.
Le foto sono il presente e il futuro.
Io ci vedo dentro solo futuro.

Sai cosa pensavo?
Che la mia bellezza pure hai provato a mangiare, ma dai.
Va via!
Perché al mondo ci devi sapere stare.
E perché chiedere è lecito, rispondere è cortesia. Si dice così.
E la risposta è NO.

Su una panchina un giorno mi hai chiesto: “dove lo vedi tu il meglio? Passato, presente o futuro?”
Futuro ti ho detto.
Presente direi ora, non perché non veda altro, ma perché è solo nel presente che si ride e credo sia il mio miglior talento.

Ti rido in faccia mentre te ne vai.
Buffone, bello da lontano.
Ti rido in faccia perché sei un mangiatore di bellezza, ma non sai che con la bellezza si può fare tutto tranne che mangiarci e quindi va via.
Le briciole non sono nemmeno più pane e a me è solo il pane che piace.

Che ridere, povero bambino.
Spero non ti venga il mal di pancia, perché i bambini col mal di pancia li si coccola.
Ma io a te voglio solo ridere in faccia.

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