Eat the frog.

Eat the frog. Così mi hai insegnato. È un metodo fantastico perché ti rende super produttivo: devi iniziare una cosa e portarla a termine, senza distrazioni, senza permettere che nessuno ti interrompa e senza iniziarne altre mentre sei su quella “frog”.

Lo faccio eh. O almeno voglio. La me che voglio essere lo fa più che altro, perché in realtà io sono un pò vaga. Tante cose le penso, le inizio tante volte, le faccio più volte e poi le riprendo e le rifaccio.

Eat the frog è più un punto d’arrivo.
Apri e chiudi.

Aprire e chiudere non è facile. Apri il barattolo della marmellata e poi mica lo chiudi una volta. Io lo riapro almeno tre volte, perché l’ultima cucchiaiata ha sempre un sapore migliore delle altre.

Fare le cose un’ultima volta non è mai facile e quando ti capita per forza, allora ci pensi e ripensi perché non sono mai state perfette come le avresti volute, oppure lo sono state proprio perché di perfezione ne avevano zero. Momenti strappati, foto sbiadite…così ti rimangono nella mente.

Ma se sei fortunato accadono di nuovo. Uguali o simili. E lì ti sembra una magia, una seconda possibilità, un secondo passaggio dal via regalato dall’intreccio della vita che in quel momento ti appare magica come in in un film – finalmente – anche per te. 

La vita è strana perché comunque sei tu che decidi, ma è anche lei che decide per te e quel barattolo lo apri quanto vuoi, ma è anche lui che si fa aprire fino a un certo punto. È un bel gioco forza perché c’è un pò da capire alla fine chi ce la mette davvero la forza quando il barattolo scatta e si apre. Sei tu che lo apri o lui che ha voglia di aprirsi per te?

Il barattolo sono tante cose: tutte quelle cose che ti fanno venire voglia di tornare indietro, perché tornare indietro è un rifugio che ti ricorda chi sei, dove vuoi andare, cosa vuoi pensare e trattenere nelle pupille – per sempre o per qualche giorno. Anche a giorni alterni, come una medicina. Sì perché solo noi sappiamo cosa ci cura e ci serve e ci guarisce dal respiro che manca. Cosa ci ricorda chi siamo come uno specchio e quello che vogliamo così che nel mondo possiamo trovare dei sassi che ci piacciano davvero e non raccogliere proprio tutto.

Il barattolo sono sassi che mi fanno voltare, che mi fanno chinare e mi fanno sedere a terra. Per ammirare la loro bellezza e pensare a tempi lontani. Pensare a me, pensare a te e pensare a come sarò. 

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