Punto zero.

Siamo fatti per cambiare, vogliamo cambiare, dannatamente cambiare. 

Non so se è più questione che vogliamo staccarci dalla nostra ultima versione di noi stessi o se effettivamente siamo fatti per questo. 

Siamo fatti per cambiare è lo spot Ikea: tutti lo conosciamo ed è molto vero, emozionante, ti dici “questo sì che è storytelling” perché parla di te, di noi, di tutti, di fasi della vita e di te che sei sempre diverso ma sempre lo stesso, perché anche se hai sempre una sola faccia alla fine sei e vuoi essere tante cose diverse.

Siamo fatti per cambiare te lo ricorda anche la natura perché sopravvivi solo se ti adatti. Se ti adatti all’ambiente e quindi a chi ti circonda, alle circostanze e pure a te stesso. Sì perché stare con se stessi è una brutta bestia. 

Sopravvivi se ti adatti alle domande della gente e ho imparato a rispondere con parsimonia, perché non è vero che devi sempre dire la verità e le tue cose non sono davvero per tutti.

Sopravvivi se fai quello che ti spaventa, perché quella storia che devi fare una cosa che ti spaventa ogni giorno è vera: ti fa crescere un sacco e ti fa sentire migliore, affidabile, credibile. Credibile allo specchio.

Una piccola modifica ce l’abbiamo lì sempre pronta perché tu sei sempre tu, ma sei sempre anche un desiderio di te stesso in una differente versione, in un posto diverso, con un ruolo diverso. I tuoi desideri non sono sempre lì a spingere sulle pareti della tua mente? Sono una bella fetta della tua identità. Vorresti essere più coraggioso, più schietto, magari più generoso, più presente…

Magari non sei cambiato oggi e quindi ti prometti un punto zero che segni un nuovo inizio, come si faceva da bambini quando si diceva “questo lo mangi, questo non lo mangi”. 

Puerta del Sol, Madrid

Vuoi un nuovo taglio di capelli, ma dopo un paio di settimane già non ti piace più. E allora pensi che invece che tagliarli avresti potuto tingerli i capelli. Oppure fare un tatuaggio così da segnarti sulla pelle quanto sei unico, quello che hai passato e quello che tutti dovrebbero sapere con un solo sguardo, senza parole, perché diamine sei tu, di cos’altro hanno bisogno per capirlo? In passato gli altri ci hanno messo tempo zero per capirlo e adesso servono tante parole…

Quanto ci piace cambiare? Mi sono sempre chiesta perché non riusciamo ad affezionarci a noi stessi: cambiamo pelle, cambiamo casa, cambiamo modo di essere. Perché anche quello si può cambiare. Cambiamo mobili, ma non cambiamo la casa. Cambiamo paese, ma tanto noi rimaniamo sempre gli stessi, anche se da fuori sembra che siamo diversi perché parliamo una nuova lingua e siamo un sacco più cool, internazionali, abbiamo nuovi amici e un nuovo lavoro.

Si cambia davvero? I desideri e le paure cambiano?

Io credo si possa cambiare, ma che una piccola parte di noi – sola e spaventata – sia sempre lì sola e nascosta. Magari più felice, internazionale e cool, ma sempre sola e nascosta – sotto sotto.

A volte cambio nome quando mi va: mi piace il nome Vanessa e mi presento così perché non mi va di dire la verità. Non ho voglia di presentarmi e dire a tutti chi sono, per cui mi cambio direttamente nome.

A volte, quando non c’è nessuno con me, cambio così tanto che fingo di non aver paura dell’aereo. Scarico un sacco di puntate di serie TV e me le guardo tutte. 

A volte cambio anche outfit perché non ne ho uno fisso come tanti: non ho uno stile predefinito. Mi vesto in base all’umore: un giorno sono elegantissima, quello dopo sembro una diciassettenne con cappellino in testa tutto il giorno e magari le treccine perché i capelli ondulati poi mi piacciono un sacco.

A volte cambio così tanto, che vorrei essere altrove senza quella canzone con cui mi sveglio ogni mattina – dritta dritta nelle orecchie, come se qualcuno ci stesse davvero gridando dentro. È sempre una canzone malinconica che mi ricorda un’occasione persa e mi fa svegliare con l’affanno, col pensiero di essermi persa qualcosa – proprio io che sono sveglia e sto attenta a non perdere niente. 

Ecco io credo davvero si possa cambiare e che si possa cambiare davvero – perché sì siamo fatti e siamo nati per cambiare – e quindi spero di sentirla sempre quella canzone perché mi piace e la sento mia, ma spero possa imparare a ricordarmi cose diverse e che allo stesso modo io possa cambiare con lei e svegliarmi sempre col sorriso.

Pubblicato da Alessandra Giachetta

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