Luce.

Eri come il sole quando arrivavi da quel corridoio, sempre sorridente e sempre carico di progetti ed idee strampalate, ma alla fine sempre vincenti, nuove, diverse rispetto a quelle degli altri. Eri anche carico di borse, oggetti del tuo lavoro e carico anche di vestiti perché le tue felpe erano sempre grandi e pesanti – eppure eri sempre leggero proprio perché portatore di luce.

La luce – da lì ho pensato – è davvero un qualcosa di unico, che va preservato e protetto, perché come tutte le cose preziose è rara, delicata, tante cose la minacciano e fa molto presto ad andarsene via.

Luce è un bellissimo nome: chiamare una bambina luce è uno straordinario dono da fare a un essere umano. Le auguri di essere portatrice di gioia e speranza, di essere superiore alla negatività che la circonderà per forza di cose, di essere un qualcosa di più della mediocrità che tenteranno di imporle e con cui tenteranno di incatenarla a tante cose: una scrivania, un ruolo che sarà quello di mamma, forse moglie, chissà, ma in ogni caso sarà qualcosa che non vorrà, ma sarà di importanza zero perché lei si chiamerà Luce.

La luce è quello che tutti cerchiamo forse dagli altri. Voi no? Chi è saggio la trova in se stesso perché è capace di meditare e sa bene che la pace se non anche la felicità arrivano da dentro. Però quando ti svegli cosa fai? Per cercare la luce vaghi a tentoni verso la sua fonte conosciuta no? Il telefono che hai sempre con te oppure l’interruttore o per i più romantici e fortunati la luce naturale che li chiama pian piano dal sonno senza usare la sveglia.

La luce vera però è quello che amiamo quindi forse chi ci dorme vicino, o chi vorremmo ci dormisse vicino.

La luce è quello che cerchiamo tutta la vita. Ma tu lo sai cosa cerchi? Io penso di sì, ma ogni giorno scopro cose diverse e ho una paura del diavolo che vorrei poterlo dire a qualcuno senza timore di sembrare una sciocca. Vorrei poter tornare bambina e che qualcuno mi dicesse che di paura non ne devo avere.

La luce è anche qualcosa di artificiale, ma quanto è bella quella naturale. Quella che mi sembra di aspettare da una vita e che continuo a promettermi che andrò a guardare la mattina presto con qualcuno di speciale. Ma al diavolo. Ci vado da sola e faccio prima.

La luce è questo attimo infinito, è questo regalo, la luce è la luce. 

La luce per me è chi sceglie di non lamentarsi anche quando potrebbe.

Per me la luce ancora sei tu in quel ricordo – quando entravi percorrendo quel corridoio – così ancora tanto imperfetto in quella tua ricerca infinita della perfezione e così affamato di sogni, ma sempre pieno di sole. Per me eri sole e luce e così ancora, nella mia testa, ancora lo sei.

Pubblicato da Alessandra Giachetta

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